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Sul tema della
commistione fra pubblicità e informazione l'Ordine dei
giornalisti ha più volte richiamato i suoi iscritti alla massima
vigilanza e ha anche avviato un'iniziativa. Come nella carta
stampata, si chiede che anche nei messaggi radio e tivu siano
previsti dei meccanismi che rendano chiaramente distinguibili i
due tipi di informazione. Per i servizi televisivi a contenuto
pubblicitario si chiede l'utilizzo del seguente contrassegno
durante tutta la durata del programma.
A questo proposito
il consiglio dell'Ordine si è già´ espresso con un documento in
cui richiama i suoi iscritti al dovere di esercitare la
professione rispettandone la deontologia, al fine di stabilire
un rapporto di fiducia e credibilità con la pubblica opinione.
"I messaggi
redazionali - si spiega -dovranno essere sempre distinguibili,
qualsiasi sia lo strumento di comunicazione: stampa,
televisione, radio, internet".
"A tale riguardo -
prosegue il documento del Consiglio dell'Ordine - si invitano i
giornalisti all' osservanza delle norme già stabilite per le
testate a stampa: la pubblicità deve essere chiaramente
riconoscibile come tale, con modalità grafiche che la
distinguano inequivocabilmente dall'informazione. Le televisioni
devono utilizzare un contrassegno che, per tutta la durata del
servizio redazionale, faccia capire che si tratti di un
messaggio promozionale. L' Ordine dei Giornalisti del Veneto ha
scelto come logo una P in campo ovale azzurro. Per quanto
riguarda il mezzo radiofonico, il servizio redazionale dovrà
essere annunciato in apertura e in chiusura e almeno una volta
nel corso della trasmissione, esplicitando il committente. Si
ribadisce che l'informazione deve essere prodotta autonomamente
dai giornalisti delle testate e, pertanto, ci deve essere netta
distinzione anche tra telegiornali e servizi redazionali
televisivi. A questi ultimi dovranno essere riservati appositi
spazi, prima o dopo la sigla del telegiornale. Il giornalista
non può essere obbligato a realizzare servizi redazionali, ma
può occuparsene a patto che siano rispettate le regole di
trasparenza e a patto di non aver alcun rapporto diretto con la
concessionaria di pubblicità, nè provento derivante dal servizio
redazionale stesso.
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