Lunedì, 03 Febbraio 2014 17:58

Carta di Treviso

La Carta di Treviso, che trae ispirazione dai valori della nostra Carta costituzionale e dalla Convenzione dell’Onu sui diritti dei bambini ratificata dall’Italia e divenuta legge di Stato n. 176 del 27 maggio 1991, è il primo documento di autoregolamentazione deontologica che impegna i giornalisti a norme e comportamenti eticamente corretti nei confronti dei minori.
 
È stata firmata il 5 ottobre del 1990 da Federazione nazionale della stampa, Ordine dei giornalisti e Telefono Azzurro prendendo il nome della città che ospitò il convegno.
 
Il 25 novembre 1995 Federazione e Ordine, sempre d’intesa con il Telefono Azzurro, constatando la presenza di violazioni al documento, hanno ribadito e rafforzato i principi contenuti nella Carta, approvando il Vademecum ’95 al fine di ottenere una maggiore protezione della dignità e dello sviluppo dei bambini e degli adolescenti.
L’anno successivo, il 30 marzo 2006, il Cnog aggiorna la Carta di Treviso, con le osservazioni del Garante per la protezione dei dati personali con deliberazione n. 49 del 26 ottobre 2006. Le nuove norme, inoltre, andranno applicate anche al giornalismo on-line, a quello multimediale e alle altre forme di comunicazione giornalistica che utilizzino strumenti tecnologici.
 
Il Garante Privacy ha dato il suo consenso alla nuova versione della “Carta di Treviso”, cioè alla serie di norme che regolano la tutela dei minori nell’attività giornalistica, con la delibera datata 26 ottobre 2006, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 13 novembre 2006. In realtà questo è il secondo ritocco che l’Ordine nazionale dei giornalisti e la FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) fanno alla prima stesura del 1990, visto che un primo restyling c’era stato già nel 1995 con la pubblicazione di un’integrazione, cioè il “Vademecum Treviso ’95”. L’intervento del Garante è collegato alla circostanza che la Carta di Treviso è richiamata nell’articolo 7 del “Codice deontologico relativo al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica” (meglio noto come Codice deontologico sulla privacy), pubblicato il 3 agosto 1998 nella “Gazzetta Ufficiale”.
 
Il rifacimento della “Carta di Treviso” è maturato anche a seguito di alcuni interventi legislativi di notevole spessore. L’articolo 3 della legge 112/2004 e del Testo unico sulla Tv (Dlgs 177/2005) tutela i minori in linea con la sentenza 112/1993 della Corte costituzionale, che ha vincolato i giornalisti al rispetto della dignità umana, dell'ordine pubblico, del buon costume e del libero sviluppo psichico e morale dei minori.
Ultima modifica il Giovedì, 12 Novembre 2015 14:26