Martedì, 05 Febbraio 2008 00:00

Caso Il Messaggero, giornalisti e istituzioni contro il piano di ridimensionamento

"Decisione ingiustificata e improvvisa". Così una nota dell'Associazione Stampa abruzzese bolla il ventilato progetto della proprietà del quotidiano "Il Messaggero" di procedere nelle prossime settimane alla chiusura delle redazioni di Chieti e Teramo. Secondo l'organismo sindacale, "si tratta di un nuovo colpo all'informazione e all'occupazione in Abruzzo, che rappresenterebbe per tutti gli abruzzesi, giornalisti e non, una sconfitta gravissima". Con l'Assostampa, sono numerose intanto anche le prese di posizione del mondo politico e istituzionale abruzzese. Una interrogazione al ministro delle Comunicazioni è stata rivolta dalla parlamentare Pina Fasciani, mentre in Consiglio regionale si annuncia sullo stesso argomento un ordine del giorno di Stefania Misticoni. Sulla ventilata riduzione delle redazioni abruzzesi del quotidiano romano, intervengono anche con una nota congiunta il presidente della Provincia e il sindaco del Comune di Teramo, Ernino D'Agostino e Gianni, Chiodi, che temono un generale processo di arretramento dell'informazione nel loro territorio. E analoga presa di posizione c'è stata anche da parte del primo cittadino di Chieti, Francesco Ricci. Sull'argomento, infine, interviene anche il segretario regionale del Partito democratico, Luciano D'Alfonso, che parla di "decisione grave".

Ultima modifica il Venerdì, 13 Novembre 2015 18:41