Giovedì, 19 Luglio 2007 00:00

Maxi risarcimenti, l'Ordine dei giornalisti: voglia di condizionare il lavoro dei cronisti

Ecco il testo del documento approvato questa mattina nel corso dei lavori del Consiglio regionale dell'Ordine dei giornalisti d'Abruzzo Il Consiglio regionale dell'Ordine dei giornalisti d'Abruzzo esprime la sua forte preoccupazione per la crescita allarmante delle cause civili danno dei giornalisti. Pur non volendo entrare nel merito dei singoli casi, differenti per la natura e l'entità del risarcimento (talvolta enormi) o per dimensione e rilevanza dei media coinvolti, il Consiglio regionale dell'Ordine dei giornalisti d'Abruzzo non può tuttavia non sottolineare come la diffusione di queste richieste, avanzate spesso in assenza di un precedente pronunciamento da parte del giudice penale, e al di là del diritto di ciascuno di tutelare il bene giuridico della propria onorabilità come meglio creda e nelle sedi che più ritenga opportune, rischino di configurarsi come impropri strumenti di pressione nei confronti dei giornalisti e del loro diritto-dovere di informare la pubblica opinione. Le richieste risarcitorio in sede civile, non è un mistero, rappresentano un nervo scoperto del rapporto tra giornalisti ed editori: la loro definizione resta oggetto di un delicato punto della trattativa in corso tra giornalisti ed editori per il rinnovo del contratto. Il timore è dunque che le maxi richieste risarcitorie abbiano soprattutto lo scopo di condizionare i giornalisti coinvolti, di renderli "inoffensivi". Il Consiglio regionale dell'Ordine dei giornalisti ricorda come le norme in vigore nel nostro ordinamento (a cominciare dal dovere dei giornalisti di rettificare le notizie che si dovessero rivelare inesatte, e dalla funzione di vigilanza che lo stesso Ordine dei giornalisti svolge nei confronti di eventuali comportamenti deontologicamente scorretti, tra cui la violazione delle diverse carte deontologiche dei giornalisti italiani) già consentono di incanalare entro un orizzonte e un'ottica più sereni il rapporto tra la stampa e i lettori. Evitando di trasformare una dialettica sempre difficile in una società in cui il diritto di espressione è costituzionalmente garantito in una facile scorciatoia alla ricerca di risarcimenti.

Ultima modifica il Venerdì, 13 Novembre 2015 18:31