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  IL CONSIGLIO
   
   
Documento senza titolo
[08/02/2010]
Si terra' mercoledi' 10 febbraio a L'Aquila, alle ore 10, p ...
[03/02/2010]
Nel corso dell'odierna seduta del Consiglio regionale dell'O ...
[03/02/2010]
In apertura dell'odierna seduta, il presidente del Consiglio ...
[03/02/2010]
Un grave lutto ha colpito l'Ordine dei Giornalisti d'Abruzzo ...
[28/01/2010]
Il giornalista Loris Zamparelli, trasferito all'Ordine abruz ...

 

 

 
     
   
    LE INIZIATIVE      
     

SCATTA L'ORA
DELLA POSTA CERTIFICATA (PEC)
Anche per i giornalisti, essendo professionisti iscritti all’albo, la posta elettronica certificata è un obbligo. C’è tempo, infatti, fino al 29 novembre prossimo per la comunicazione della posta elettronica certificata (PEC), al proprio ordine. Cio' fa riferimento al decreto legge 185/2008 convertito nella legge 2/2009. L’ordine dei giornalisti gestirà gli indirizzi la cui consultazione potrà essere gratuita. La posta elettronica certificata sostituirà il fax e la raccomandata.

Ma cos'è la posta certificata ?
Si tratta di un sistema già molto diffuso in altri paesi europei, che contribuisce a semplificare le comunicazioni fra professionisti, imprese e Pubbliche Amministrazioni, e a ridurne tempi e costi. Dovrebbe sostituire gran parte delle comunicazioni cartacee inviate per raccomandata, invio di documentazione, richieste, concorsi, gare, notifiche di atti giudiziari, etc.

Il Decreto "anti-crisi" 185/2008, che ha stabilito le norme per la PEC, stabilisce all’art.16:
“Gli ordini e i collegi pubblicano in un elenco consultabile in via telematica i dati identificativi degli iscritti con il relativo indirizzo di posta elettronica certificata”. Non solo gli Albi dovranno pubblicare in via telematica (Internet) i nostri indirizzi di casa o di studio, ma anche i nostri indirizzi di Posta Elettronica Certificata. Nessuna violazione della privacy. Gli Albi esistono perché il professionista deve essere rintracciato. Un indirizzo PEC non è la nostra mail personale. Il legislatore si è anche preoccupato di specificare che l’accesso a questi elenchi non debba costare nulla. Comma 10: “La consultazione per via telematica dei singoli indirizzi di posta elettronica certificata nel registro delle imprese o negli albi o elenchi costituiti al sensi del esente articolo avviene liberamente e senza oneri.”

A cosa serve la posta certificata ?
Per ottenere tutti i vantaggi dell'indirizzo mail certificato, il Codice di Amministrazione Digitale prevede che il messaggio abbia valore legale solo nel caso in cui entrambe le caselle di posta siano certificate, ossia quella del mittente e del ricevente. E' per questo che tutti gli iscritti sono tenuti ad attivare una casella PEC ( costo medio 5€) dalla quale potranno inviare e ricevere comunicazioni al posto delle raccomandate tradizionali, con l'Ordine dei Giornalisiti e con tutti gli enti pubblici.

Cosa intende fare l'Ordine ?
Viste le numerose segnalazioni, l'Ordine dei Giornalisti sta avviando una convenzione per poter venire incontro a tutti gli utenti meno esperti, in modo da poter ottenere una casella tipo nome.cognome@odg.abruzzo.it , mentre tutti gli iscritti che hanno già attivata una casella PEC o intendono attivarla per proprio conto dovranno comunicarla a segreteria@odg.abruzzo.it

 
   

 

VIII EDIZIONE PREMIO SODALITAS
Giornalismo per il Sociale
La Fondazione Sodalitas promuove l'8^ edizione del Premio Giornalismo per il Sociale, il riconoscimento assegnato agli operatori dell?informazione distintisi per aver approfondito e segnalato all?opinione pubblica temi di particolare rilevanza sociale e umanitaria.
L'obiettivo è favorire la crescita di una cultura dell?informazione più attenta ai problemi sociali e, allo stesso tempo, far crescere l?attenzione dei media verso questi temi.
Il Premio si articola in cinque categorie: Stampa; Televisione; Web; Radio; giovani giornalisti.

Per informazioni si può visitare il sito web:
www.sodalitas.it


   
   


 

 

ANGELO DE NICOLA: Il NOSTRO TERREMOTO
Fissare le nostre emozioni. Le fortissime emozioni di quella maledetta notte ma anche dei tragici giorni successivi, quando lo sbandamento è stato più forte di quelle scosse a ripetizione dopo l’ululato dell’orco alle 3 e 32. Le emozioni di chi, come me, ha avuto la “fortuna” di poterle raccontare in presa diretta, e di quelli che hanno avuto la forza di scriverle e inviarle ad un giornale.
Una sorta di catarsi corale, dunque, vuol essere questa pubblicazione collettiva che non ha da raccontare nulla di nuovo, di sensazionale, di non detto. Vuole solo fissare le nostre emozioni.
Come mi era capitato già con il “caso Perruzza”, una vicenda che ha segnato la mia vita non soltanto professionale, quando ho ritrovato la forza di andare a rileggere quel che avevo scritto per il mio giornale (“Il diario di un terremotato”) o quel che avevo scelto e curato (le lettere pubblicate in “Dillo al Messaggero”, la rubrica che il direttore Roberto Napoletano mi ha voluto affidare), lo choc è stato fortissimo. E come feci allora, fissando in una pubblicazione (“Presunto innocente – Cronaca del caso Perruzza”) la sequenza nuda e cruda degli articoli che a molti, poi, è parsa un romanzo ed invece era la “realtà” di un album di articoli, così ho voluto fare ora ripubblicando il “Diario” e le lettere più significative con la data di uscita sul giornale ed il titolo originale. Senza rivisitazioni ex post, con la sola licenza di aggiungere tre interventi inediti.
Anche stavolta ho chiesto a don Attilio Cecchini, per me un costante faro morale, di dare una lettura che andasse oltre, magari aggiornando, alla luce del sisma, quel suo saggio sull’Aquilanitas del 1972 che è stato un mantra per intere generazioni.
Emozioni. Emozioni forti. Questo è il nostro terremoto.


Angelo De Nicola


 
      L'AQUILA, UN LIBRO PER NON DIMENTICRE
Tre numeri (3.32) che nella memoria collettiva riportano alla mente la tragica notte del 6 aprile scorso, quando la città dell'Aquila, e l'Abruzzo intero, hanno conosciuto da vicino l'inferno del terremoto, i suoi lutti, i suoi danni incalcolabili al tessuto produttivo, umano, civile e culturale. A quella tragedia, ma soprattutto all'interrogativo "ma qualcosa di più si sarebbe potuto fare per evitare quanto accaduto?" è dedicato il libro di Paolo Mastri "3.32 L'Aquila, gli allarmi inascoltati". Giornalista, aquilano, da diversi anni responsabile della redazione pescarese del quotidiano "Il Messaggero", Mastri ha deciso di dare voce a questi interrogativi, gli stessi che hanno attraversato i resoconti e le inchieste dei media italiani e internazionali sulla catastrofe abruzzese. Il volume è stato realizzato per le edizioni Tracce, ed alla sua realizzazione ha contribuito la Fondazione Pescarabruzzo.
 
      TORNA OPERATIVA A L'AQUILA LA SEDE REGIONALE DELL'ORDINE
E' tornato ad essere pienamente operativo l’ufficio del Consiglio regionale dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo, a oltre un mese di distanza dalla tragica notte del 6 aprile scorso. È stato infatti allestito, in viale Collemaggio, nel cortile del Consiglio regionale, il conteiner destinato ad accogliere la sede provvisoria. A rendere possibile la ripresa dell’attività, l’interesse che le maggiori cariche istituzionali – in particolare il presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano, il prefetto dell’Aquila Franco Gabrielli, i dirigenti della Protezione Civile e dei vigili del fuoco - hanno mostrato di fronte alla richiesta dei giornalisti abruzzesi: a loro va il ringraziamento, oltre che del Consiglio regionale, anche del Consiglio nazionale dell’Ordine. La sede provvisoria dell’Ordine osserverà gli stessi orari di apertura al pubblico: 9-13 (dal lunedì al venerdì); 15-17 (il martedì e giovedì). Si ricorda che per contattare gli uffici sono sempre attivi il numero dell’Odg 0862411074 e l’indirizzo di posta elettronica segreteria@odg.abruzzo.it
Nel link la fotogallery delle operazioni di trasferimento alla nuova sede
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